La città di Vieste

Il centro storico

Il centro storico della città di Vieste è certamente una delle zone da non perdere se hai deciso di trascorrere le tue vacanze qui sul Gargano. Il centro storico nasconde archi medievali, stretti vicoli, graziosi negozietti di artigianato locale e scorci senza alcun dubbio unici nel loro genere.

 

Di grande interesse storico e culturale sono senza alcun dubbio: il castello, il Duomo, la Ripa, la piazzetta Petrone, punta San Francesco, il Trabucco di San Francesco e la Chianca Amara, che approfondiremo in seguito.

La Chianca Amara

Nelle vicinanze della cattedrale di Santa Maria assunta sorge nell’omonima piazza, la Chianca Amara: un monumento che ricorda un triste episodio della storia della città di Vieste, accaduto nel lontano 1554.

 

In quei decenni la città di Vieste era soggetta a scorribande e assedi di pirati e turchi. Nel 1554 Dragut Rais, un corsaro al comando di 70 galee, assediò l’intero paese e in sette giorni riuscì a superare le mura della città, compiendo razzie e distruzioni.

Durante l’assedio i turchi imprigionarono circa 7.000 persone, molte uccise senza alcuna pietà altre decapitate sulla roccia che oggi prende il nome di Chianca Amara e che in quei gironi d’assedio, colorò di rosso sangue le strade del centro storico della città di Vieste.

Oggi quella roccia è ancora lì, come monito per ciò che accade e per non dimenticare i morti di quel lontano e triste episodio.

 Il Pizzomunno e la leggendaria storia d’amore

Sorge a ridosso del mare sul lungomare Enrico Mattei, a sud dal centro abitato  Il pizzomunno, il monolite simbolo non solo della città di Vieste, ma dell’intero Gargano.

La spiaggia che lo circonda è di sabbia finissima ed è una tra le più frequentate per la sua bellezza paesaggistica e per i numerosi servizi forniti nelle vicinanze. L’accesso alla spiaggia è libero e gratuito ed è consentito anche agli animali domestici.

 

Ruota attorno al Pizzomunno una struggente e leggendaria storia d’amore tra due giovani ragazzi (Pizzomunno e Cristalda) divisi per sempre delle sirene, che invidiose del loro tenero amore trascinarono la giovane ragazza in fondo al mare con la possibilità di riabbracciare il suo Pizzomunno, solo una notte ogni cent’anni. Il dolore pietrificò il giovane pescatore, che da allora aspetta la sua amata in riva al mare.